La pandemia e l’effetto sull’invecchiamento del cervello degli adolescenti

La pandemia globale ha portato sconvolgimento su molteplici livelli, influenzando la vita di ciascuno a dispetto dell’età o del background. Uno degli effetti più sottili ma altrettanto critici si è manifestato nel cervello dei nostri adolescenti. Studi recenti hanno suggerito che la pandemia potrebbe aver invecchiato prematuramente il cervello degli adolescenti.

Questo non implica necessariamente un declino cognitivo, ma suggerisce cambiamenti nell’adattabilità e nella malleabilità del cervello che normalmente caratterizzano questo stadio di sviluppo.

adolescenti e gli smartphone - Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com
adolescenti e gli smartphone – Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com

Gli adolescenti, in particolare, sono in una fase di crescita e sviluppo rapidi. Biologicamente, i loro cervelli sono in una fase di “potatura sinaptica”, un processo attraverso il quale le connessioni neurali inutilizzate vengono eliminate per far posto a nuove, più efficienti. Questo avviene in concomitanza con esperienze di apprendimento e socializzazione che influenzano direttamente come i cervelli si sviluppano e si adattano.

Tuttavia, con la chiusura delle scuole e le restrizioni sociali imposte dalla pandemia, molte di queste esperienze sono state bruscamente interrotte. L’apprendimento a distanza e l’isolamento sociale hanno limitato le interazioni personali, lasciando un vuoto in termini di stimoli sociali ed esperienziali. Man mano che il tempo passava, tutto ciò ha iniziato ad avere un effetto sui cervelli degli adolescenti.

Pensiamo a quanto gli adolescenti apprendano e crescano attraverso le interazioni con i coetanei. L’apprendimento in classe, le attività ricreative, gli eventi sportivi e i momenti di socializzazione sono fondamentali per lo sviluppo del cervello. Questi interventi offrono opportunità per l’apprendimento, la risoluzione dei problemi, la creatività e lo sviluppo delle competenze sociali. Limitare queste interazioni, quindi, ha inevitabilmente un impatto significativo.

Inoltre, lo stress e l’ansia scatenati da questa pandemia globale non fanno altro che aggravare la situazione. L’aumento della paura, della preoccupazione e dell’incertezza, combinato con la mancanza di normalità e routine, può tradursi in un sovraccarico di stress per i giovani. Il cervello umano, specie in fase di sviluppo, è molto sensibile allo stress, che può modificare l’architettura del cervello e influenzare la funzione cognitiva.

smartphone - Foto di Ron Lach : https://www.pexels.com
smartphone – Foto di Ron Lach : https://www.pexels.com

Infine, l’aumentato tempo trascorso davanti agli schermi, sia per l’apprendimento a distanza che per il tempo libero, può anche avere ripercussioni. Alcuni studi hanno suggerito che l’esposizione eccessiva allo schermo può influenzare la struttura del cervello e il comportamento negli adolescenti, portando a riduzioni nell’attività fisica e negli schemi di sonno non sani.

La comprensione completa dell’impatto del Covid-19 sui cervelli in via di sviluppo degli adolescenti è ancora in corso e richiede ulteriori ricerche. Tuttavia, è chiaramente essenziale per i genitori, educatori e professionisti della salute mentale riconoscere questi effetti potenziali e fare tutto il possibile per sostenere gli adolescenti in questo momento critico.

Investire in risorse di supporto mentale, incoraggiare l’attività fisica, mantenere un certo grado di routine e favorire interazioni sociali sicure può fare un’enorme differenza nell’attenuare gli effetti dell’invecchiamento del cervello in questi giovani individui. Questa pandemia ha, senza ombra di dubbio, imposto nuove sfide, ma riconoscere e affrontare queste sfide può essere il primo passo verso la protezione e il sostegno della salute mentale dei nostri adolescenti.

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